IL MEDIOEVO TRA GIOCO D’AZZARDO E SCOMMESSE: LA ZARA

5 Giugno 2021 Pubblicato da Lascia il tuo commento

Il Medioevo è uno dei periodi che più si studia a scuola. Parliamo di peste bubbonica, di signorotti e della classe povera. Ma una cosa che non viene trovata molto spesso sui libri di scuola è il gioco d’azzardo, le scommesse nel Medioevo e tutto ciò che gira intorno a questo mondo

Giocavano d’azzardo anche nel Medioevo

Molto spesso si sente parlare di azzardo e di azzardopatia, anche se pochi sanno che questo non è affatto un fenomeno recente. In base ad alcune ricerche, sembra che abbia avuto origine nel tardo Medioevo.

Molti sono coloro che hanno documentato la presenza di diverse figure, tra cui quella dei “barattieri”, come personaggi marginali caratteristici del gioco d’azzardo. Molto spesso, alcuni giocatori compulsivi sono arrivati a giocarsi le mutande per disperazione.

Uno dei giochi più diffuso come scommesse nel medioevo era la Zara, insieme ad altri che prevedevano l’uso di 3 dadi. Anche se all’epoca ancora non si era in grado di calcolare tutti i possibili esiti del lancio di 3 dadi.

Solitamente il gioco d’azzardo si praticava all’interno di taverne, ossia luoghi che molto spesso era frequentato anche dalle prostitute. Proprio per questo motivo e per la presenza di giocatori incalliti, questi erano ritenuti luoghi di malaffare.

Inoltre, nel medioevo, il gioco d ‘azzardo e le scommesse erano perseguite in quanto viste come un’occasione di frodi e bestemmie.

Come si divertivano a scommettere nel Medioevo

I giochi d’azzardo nel medioevo erano molto diffusi. Questi venivano praticati con dadi o pedine varie. Solo in un secondo momento si aggiunsero le carte. Poiché era severamente proibito giocare gli “scommettitori” si riunivano solo in luoghi chiusi, lontani dagli occhi della legge. 

Attraverso le pochissime immagini pervenute dell’epoca, possiamo notare che comunque il gioco d’azzardo era uno degli svaghi più praticati nelle taverne. Ovviamente qui, le liti legate al gioco, non mancavano mai.

Uno dei più praticati era il gioco dei dadi fatti con materiali in legno, in metallo od in osso pesante. Quest’ultimo era il materiale più ricercato, poiché dava la possibilità ai dadi di ruotare meglio perché più pesanti.

Poi vi era il gioco dell’Azar, meglio conosciuto come Zara, uno dei più famosi al punto da essere anche citato da Dante nel Canto VI del Purgatorio. Anche tale gioco veniva praticato attraverso l’uso di tre dadi. Diffuso era anche il gioco della Riffa, in cui un giocatore doveva tirare tante volte i dati fino a che non ne otteneva due con lo stesso risultato del terzo.

Medioevo scommesse e gioco d'azzardo

La Zara, il gioco d’azzardo più in voga nel Medioevo

Nel periodo del Basso Medioevo uno dei giochi d’azzardo più praticato era quello della Zara. È possibile affermare che si tratti di un antenato del gioco dei dadi conosciuto oggi. Come abbiamo detto nel paragrafo precedente, la Zara era un gioco così diffuso da essere citato anche nella Divina Commedia da uno dei più grandi scrittori della storia, ossia Dante Alighieri.

La Zara quindi in pratica è un gioco formato da 3 dati in cui si poteva giocare in 2 persone, ossia un Banco ed un giocatore. I risultati totali possibili partono da un minimo di 3 (1-1-1) ad un massimo di 18 (6-6-6). I più bassi e quelli più alti prendono il nome di AZAR, mentre i risultati centrali prendono il nome di SORTI.

Quindi, nel momento in cui il banco tira i dati per il giocatore, se il risultato è un AZAR vince tutto e la mano è finita. Se invece esce una SORTE, il numero viene dato all’avversario e quindi è necessario tirare nuovamente i dati. Nel momento in cui il banco esegue il suo secondo tiro è possibile trovarsi di fronte a 3 casi:

  • Se fa un AZAR sta a significare che la partita è persa e che quindi la mano è finita;
  • Invece se esce la stessa SORTE, la mano risulta essere nulla ed il gioco deve iniziare da capo;
  • Se invece compare una SORTE diversa, è necessario tirare nuovamente i dadi

Infine era possibile anche trovarsi di fronte ad un quarto caso in cui il banco tira i dadi fino a quando non si trova di fronte ad una delle due SORTI determinate all’inizio. Nel momento in cui esce quella dell’avversario il banco risulta come perdente, se invece esce la sua il banco vince. Mai sentito parlare di questo gioco d’azzardo tipico del Medioevo?

La storia è ricca di questo tipo di curiosità. Perciò ti consigliamo vivamente di leggere anche come è nato il poker e la storia del gioco d’azzardo dai romani al Far West.

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