Ludopatia: come conoscerla e curarla

19 Maggio 2022 Pubblicato da Lascia il tuo commento

Il gioco d’azzardo è un gioco e come tale deve essere considerato.
Milioni di persone in tutto il mondo si divertono, imparano, interagiscono con altre persone, crescono.
Purtroppo però esistono persone che considerano il gioco d’azzardo come qualcosa di più: un’ossessione che spesso sfocia in atteggiamenti dannosi e pericolosi, diventando in alcuni casi un inferno.

La ludopatia è aumentata nel corso della recente pandemia di Covid che abbiamo vissuto, si tratta di una vera malattia in cui il malato sente la necessità di giocare e quando perde sente l’istinto di giocare nuovamente senza considerare la perdita di denaro già subita.

Molti studi hanno cercato di circoscrivere il problema tentando di dare un aiuto concreto ai malati di ludopatia e soprattutto alle loro famiglie, che spesso sono la parte più colpita dalla patologia.

Per prima cosa gli psicologi dicono che bisogna riconoscere la dipendenza: solitamente i giocatori ludopatici non riconoscono la loro patologia e nella maggior parte dei casi non ammetteranno mai di soffrirne.

Al primo campanello d’allarme è altamente consigliato portare il paziente da un professionista e decidere insieme il percorso riabilitativo da intraprendere.

Il secondo passaggio consigliato è quello basato sul  dialogo in cui chi è vicino al giocatore deve parlargli del gioco, dei suoi risvolti, dei luoghi in cui gioca e delle circostanze correlate che possono influire o contribuire ad aumentare la dipendenza del paziente verso il gioco d’azzardo.

Il terzo step è quello in cui il paziente riconosce di essere malato – passo difficilissimo che non sempre avviene – e far sottoporre la persona ad un trattamento psicologico finalizzato ad estinguere la dipendenza e alla reintroduzione della persona nella società.
Se hai una persona cara che soffre o pensi soffra di ludopatia rivolgiti subito ad uno specialista.


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