Nicolò Fagioli e la sua Battaglia contro la Ludopatia

27 Marzo 2024 Pubblicato da Lascia il tuo commento

Il giocatore della Juventus condivide la sua esperienza nelle ludopatie in un evento pubblico. “Mi sono auto-denunciato per superare la dipendenza”

Durante l'evento, Nicolò Fagioli nega categoricamente la mancanza del gioco d'azzardo. La sua “terapia di gruppo” di fronte a giovani, genitori e tifosi della Juve potrebbe essere sintetizzata in questo. La trasformazione del calciatore si è evidenziata ieri sul palco del Teatro Don Bosco dei Salesiani, dove ha discusso di ludopatie e del percorso per superarle. Parte della sua cura include partecipare a questi incontri insieme al suo terapeuta ed esperto della malattia, Paolo Jarre. Le immagini proiettate mostrano un Fagioli che fino all'anno scorso brillava in campo con la maglia della Juventus. Ora, accanto al suo medico e a Caterina Raimondi, coordinatrice del centro per il gioco d'azzardo patologico dell'ASL Novara, che fa da moderatrice, Fagioli appare semplicemente come un ventitreenne che sta lasciando alle spalle un passato difficile: “Ero isolato, lontano da famiglia e amici – condivide -. La mia prestazione in allenamenti e partite ne risentiva. Ma ora la situazione è cambiata, continuo ad allenarmi desiderando fortemente di ritornare in campo, sperando di farlo già nella partita contro il Monza”.

La sospensione di Fagioli, inizialmente di un anno poi ridotta a sette mesi più cinque di sanzione alternativa (partecipazione a incontri sulle ludopatie), si concluderà il 19 maggio. La partita con il Monza, l'ultima del campionato, è il 25. Lui è fiducioso di farcela.

Nicolò Fagioli e la Sua Lotta Contro la Ludopatia

Importante per il pubblico è il racconto della transizione dal buio della dipendenza al “purgatorio” attuale: “Ho iniziato a 16 anni con gli amici, come passatempo, poi è diventato una dipendenza. Mi sono reso conto dei problemi con le persone intorno a me. L'anno scorso è stato il peggiore della mia vita, e per questo ho scelto l'auto-denuncia”. E oggi? “Sto decisamente meglio, da circa 6-7 mesi, anche grazie a Paolo Jarre. Dedico più tempo agli amici veri e alla mia famiglia, nonostante la distanza tra Torino e Piacenza”.

Un partecipante chiede perché, nonostante gli alti guadagni dal calcio, sentisse il bisogno di giocare d'azzardo. “Non era per i soldi – risponde Fagioli -. Era una dipendenza. Cercavo l'adrenalina del rischio”.

Questo evento segna il sesto di dieci incontri pubblici che Nicolò Fagioli dovrà affrontare come parte della sua “pena” e del percorso di guarigione: “Non posso dire di essere guarito – ammette -, ma mi sento molto meglio e sto eliminando il problema”. Jarre interviene: “È più corretto dire che la guarigione non è mai completa, preferisco pensare che per superare davvero bisogna tenere la porta aperta senza varcarla”.

Superare la Dipendenza e Tornare in Campo

Nel percorso di Fagioli, la luce alla fine del tunnel è vicina. È consapevole di essere vicino al ritorno in campo, sostenuto da tutti nella Juve: “Dirigenza, allenatore, compagni di squadra, tutti mi hanno supportato”. Si appresta a riprendere da dove era stato costretto a fermarsi, ma con una nuova vita davanti a sé, dove “lo sport, il calcio ma anche il tennis e il padel che pratico attualmente, sono fondamentali per completare il mio percorso”.

“All'inizio – rivela – era difficile parlare in pubblico e aprirsi, ora mi fa piacere”. Non è completamente guarito, secondo il suo terapeuta, ma è sulla buona strada.


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