Psicologia e gioco d’azzardo: perchè il gioco d’azzardo piace tanto?

2 Aprile 2022 Pubblicato da Lascia il tuo commento

il gioco d’azzardo fa parte della storia dell’umanità e di quella individuale di ognuno di noi, da quella frase innocua che abbiamo pronunciato miliardi di volte ad un amico “quanto scommettiamo?” sino ad arrivare alle forme più erudite e tecnologiche del gambling online.

Ma perchè ci piace tanto scommettere? Quale leva psicologica tocca il gioco d’azzardo?

Scopriamolo.

Il gambling e l’illusione del controllo

Il cervello umano è predisposto alla sopravvivenza, questa implica una fiducia verso se stessi e verso quello che ci sembra ovvio.

Pensaci un secondo. Quante volte ti è capitato di essere assolutamente sicuro rispetto a qualche decisione da prendere nel tuo quotidiano: questo perchè il cervello umano si rifiuta di accettare che non conosciamo qualcosa di ovvio.

L’esagerata fiducia viene quindi amplificata con l’illusione del controllo che il gioco d’azzardo ci trasmette: rifiutiamo di accettare che il risultato sia determinato dal caso e non dalla nostra abilità.

Studi recenti di psicologia individuano nel gioco d’azzardo due fattori principali che seducono il cervello umano e contribuiscono all’illusione del controllo:

  • andarci vicino
  • scelte personali

Molti giochi d’azzardo si basano su un algoritmo semplice e sottile far avvicinare il giocatore alla super vincita senza però raggiungerla.

Questo innesca un meccanismo nel giocatore che gli dà l’illusione di potercela fare perchè ogni volta sempre più vicino al traguardo: aumenterà la fiducia nelle sue abilità tanto da spingerlo a riprovarci infinite volte.

Nei giochi in cui il giocatore deve compiere un’azione per determinare un risultato aumenta l’illusione del controllo sulle proprie scelte personali.

Il ruolo attivo – puntare su un numero della roulette o tirare i dadi sul tavolo in un certo modo – crea l’illusione che lo scommettitore influenzerà il risultato finale determinato invece da semplice casualità.

L’irritabilità di una sconfitta

A nessuno piace perdere che sia nel gioco, sul lavoro o nella vita privata.

Siamo macchine sociale proiettate all’ottimizzazione dei risultati e alla gratificazione personale.

Per tale ragione lo scommettitore non inizierebbe mai a giocare d’azzardo con l’idea di perdere.

Alcuni studi hanno dimostrato che molte persone dopo frequenti o considerevoli perdite continuano a giocare non per raggiungere la vincita ma per eliminare e riscattare la perdita psicologica subita.

E’ proprio questa la chiave che porta un giocatore d’azzardo da semplice giocatore a persona affetta da ludopatia: l’ossessione di continuare a giocare nonostante si sia perso molto, la tendenza a inseguire la perdita.

Il gioco d’azzardo non è il demonio, anzi per molti aspetti è un ottimo espediente per staccare la spina da stress quotidiani.

La vincita esiste ed è reale ma è determinata da molti fattori non sempre controllabili dall’individuo.

Quello che è sbagliato – come ogni cosa nella vita – è l’ossessione, la mancanza di lucidità. il limite, la dipendenza.

Un famoso slogan diceva “bevi responsabilmente” per noi è un “vivere responsabilmente ogni aspetto dell’esistenza”.


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